Glossario

COS’È L’ACUTEZZA VISIVA?
È l'unità di misura della capacità visiva. In Italia si misura in decimi e viene considerata normale un'A.V. di 10/10. In realtà non è raro trovare valori di A.V. superiori, spesso intorno ai 12/10. L'ottotipo, che rappresenta il test con un insieme di lettere, simboli, numeri o disegni a grandezza angolare decrescente, viene solitamente proiettato ad una distanza di 5 o 6 metri.

COS’È L’AFACHIA?
È la mancanza del cristallino all'interno dell'occhio. Il cristallino è la lente biologica che permette la visione a tutte le distanze. Tale evenienza può essere di natura congenita, traumatica o susseguente ad un intervento di cataratta. Se congenita, il/la bambino/a nasce senza uno o entrambi i cristallini. In tal caso l'occhio non è in grado di focalizzare correttamente le immagini sulla retina. Può essere applicata una lente a contatto che restituisce la funzionalità all'occhio, per permettere un normale sviluppo neuro-fisiologico del bimbo/a. Se traumatica, l'afachia si verifica in susseguenza di un trauma che fa lussare o addirittura fuoriuscire il cristallino dalla sua sede. A seguito di un intervento di cataratta con opacamento del cristallino, esso viene rimosso per permettere all'occhio di riacquistare la trasparenza necessaria alla visione. Oggi, il cristallino rimosso o mancante, viene quasi sempre rimpiazzato da una lente intra-oculare, evitando la necessità di usare lenti a contatto o occhiali di notevole spessore.

CHE COS’È L’AMBLIOPIA?
A volte definita "occhio pigro" identifica una visione ridotta rispetto alla norma. Di solito è monolaterale (a carico di un solo occhio), raramente bilaterale. Si considera ambliope un occhio che nonostante la miglior correzione non raggiunga i 7/10 di A.V. Il trattamento più moderno è quello della stimolazione attiva per mezzo di specifici stimolatori e di esercizi da effettuare a casa. È ancora utilizzato il sistema del bendaggio quasi perpetuo quale unico rimedio, con il grosso rischio di rovinare l'occhio migliore che viene bendato per troppo tempo. Il bendaggio, se ben fatto e se coadiuvato da altre metodiche consente risultati in 30 giorni di utilizzo. Le possibilità di recupero sono legate all'età del bambino. Prima si comincia e meglio è.

ANATOMIA IN BREVE

- CORNEA: è formata da 5 strati: epitelio (5 strati di cellule con spessore totale da 50 a 100 micron), membrana di Bowman (spessa circa 12 micron), stroma (spesso circa 470-600 micron), membrana di Descemet (spessa circa 6 micron), endotelio (composto da un solo strato cellulare di circa 10 micron di spessore). La cornea ha uno spessore di circa 0,6-0,7 mm. al centro e 0,9-1.0 mm. al limbus. Ha un diametro medio di 11.00 mm. ed è il tessuto più innervato e dunque sensibile del nostro corpo.
- SCLERA: è il "tessuto bianco" dell'occhio ed ha lo scopo di avvolgere in un involucro fibroso e resistente tutte le strutture interne dell'occhio. È collegata alla cornea, anteriormente, al limbus che rappresenta la zona di transizione.
- CONGIUNTIVA: è la membrana trasparente che ricopre la sclera ed arriva fino al limbus, dove parte il tessuto corneale. Ricoprendo la sclera, si ripiega indietro e ricopre anche la parte interna delle palpebre inferiore e superiore. Ha lo scopo di difendere l'occhio dagli attacchi microbici e la sua irritazione da luogo alla congiuntivite in varie forme: batterica, virale o allergica.
- CRISTALLINO: è una lente biologica a forma biconvessa addetta a focalizzare i raggi sulla retina. La sua forma varia a seconda di come si comporta il muscolo ciliare a cui è attaccato tramite la zonula di Zinn. Durante l'atto accomodativo, la zonula viene rilasciata ed il cristallino assume una forma più sferica. Quando il muscolo ciliare è rilassato, invece, la zonula tende il cristallino riducendone il potere. Invecchiando, tende ad ingiallirsi ed ad opacizzarsi con epilogo nella cataratta. Non sempre ciò accade e non ugualmente in tutte le persone.
- MUSCOLO CILIARE: si trova all'estremità anteriore e larga del corpo ciliare ed è costituito da una massa di fibre muscolari involontarie o lisce. È composto da fibre circolari, o muscolo di Muller, e da fibre radiali. La contrazione del muscolo ciliare fa avvicinare i processi ciliari al cristallino, permettendone l'aumento di curvatura e dunque il processo accomodativo. È il muscolo deputato all'accomodazione, l'attività che ci permette di leggere a tutte le distanze.
- RETINA: è il tessuto più importante in quanto può essere considerata come una vera protusione del cervello. Ha uno spessore di circa 0,1 mm. ed è un tessuto trasparente invertito. I recettori sono sul lato opposto a quello della luce che deve attraversare tutto lo spessore per raggiungerli. La retina ricopre tutta la parte interna dell'occhio dietro all'iride ed al muscolo ciliare. È appoggiata alla coroide e sostenuta in sito dal corpo vitreo. Gli unici punti saldi sono il nervo ottico e l'ora serrata.

ASTIGMATISMO
È un'ametropia (difetto visivo) che influenza la visione di circa la metà dello stesso grado di miopia o ipermetropia non compensata. Solitamente un astigmatico vede benino o malino (a seconda dei punti di vista) sia da vicino, dove comunque vede meglio, che da lontano. L'astigmatismo ha tre grosse categorie: astigmatismo miopico (semplice o composto) dove la linea o le linee focali si trovano davanti alla retina; astigmatismo ipermetropico (semplice o composto) dove la linea o le due linee focali si trovano dietro la retina; astigmatismo misto dove una linea focale si trova davanti alla retina e l'altra si trova dietro la retina stessa. Gli astigmatismi miopici sono contraddistinti in ricetta dal segno meno, quelli ipermetropici dal segno più, quelli misti da un segno meno ed un altro più. L'astigmatismo ha sempre un asse su cui agisce in quanto l'occhio astigmatico è come se fosse ovale (più simile ad un pallone da rugby che ad uno da calcio). In tal caso esiste un meridiano più curvo dell'altro e la lente correttrice dovrà avere necessariamente due valori, uno per correggere quello più curvo, l'altro per correggere quello più piatto.

CATARATTA
È rappresentata dal cristallino opaco, che non permette il passaggio della luce in modo sufficiente. Se totale rende l'occhio totalmente cieco, se parziale riduce l'acutezza visiva in modo direttamente proporzionale all'opacamento. Solitamente si tratta dell'invecchiamento del cristallino, che nella senescenza diviene via via più opaco. L'estrazione di cataratta nei soggetti anziani è ormai pratica quotidiana. Il cristallino può opacizzarsi anche per altre cause, come un trauma violento, una forte dose di radiazioni, sia U.V. che I.R. (è tipica la cataratta dei soffiatori di vetro), l'abuso o il sovradosaggio di sostanze farmacologiche, ecc. Quando la cataratta è talmente opaca che impedisce al soggetto di condurre la propria vita come faceva fino a poco tempo prima, specie se ne abolisce l'autonomia (senza che vi siano altre cause importanti collaterali), allora sarà opportuna una visita oftalmologica per prendere in considerazione la possibilità di estrarre la cataratta rimpiazzandola con una lente intraoculare.

CHERATOCONO
È una conformazione corneale, la quale si presenta a forma di cono con l'apice rivolto verso l'esterno, spesso un po' in basso. Tale quadro clinico è spesso evolutivo e durante il suo decorso tende ad aumentare notevolmente la curvatura corneale, assottigliando il centro della cornea sempre di più. Tale evento crea una distorsione delle fibre corneali con opacamenti interni. La cornea diviene sempre più astigmatica, spesso con astigmatismi irregolari, e sempre più sottile. Ad oggi non si conoscono ancora le cause scatenanti del cheratocono, che solitamente insorge dopo il 15° anno d'età; esiste una correlazione familiare che a volte salta una generazione e solitamente è localizzabile per aree geografiche. Il trattamento è soltanto devoluto ad un ottima applicazione di lenti corneali gaspermeabili. L'importanza di una diagnosi precoce è intuitiva, in quanto è certamente più facile agire su un cono poco pronunciato.

CHERATOMILEUSI (LasiK)
È una metodica chirurgica che consente il trattamento di miopie e ipermetropie non trattabili con il laser ad eccimeri. Dalla superficie corneale viene asportata una sottile lamella di tessuto usando un preciso microcheratomo. Rimosso il coperchio, il chirurgo tenta di modellare la faccia interna con il laser, modificandone lo spessore. Infine riposiziona lo strato superficiale rimosso in precedenza che si ricicatrizzerà senza bisogno di punti di sutura. Viene di solito effettuata per compensare errori refrattivi compresi tra 1 e 12 diottrie.

CHERATOTOMIA RADIALE E CURVA
Sono tecniche chirurgiche per ridurre il potere miopico dell'occhio. Nella prima vengono praticate una serie di incisioni radiali (RK) da una zona centrale di circa 3 mm. di diametro verso la periferia. La Cheratotomia Curva (AK) consiste nell'effettuare incisioni curve concentriche alla pupilla, lasciando libera la zona ottica per appiattire il meridiano curvo. Quest'ultima è indicata nella correzione di astigmatismi miopici. La RK è indicata per miopie comprese tra 1 Dt. e 6-7 Dt.

DEGENERAZIONE MACULARE
Esistono varie forme di degenerazione maculare, ma quasi tutte riducono notevolmente l'attività retinica, compromettendo la capacità visiva. Delle varie forme ricordiamo: degenerazione senile, retinite circinnata, capillarosi maculare, foro maculare, eredo-degenerazioni cerebro-retiniche.

DIABETE E RETINA
Esiste una retinopatia diabetica semplice ed una proliferativa. La prima evidenzia segni iniziali al polo posteriore, nell'area compresa tra i vasi retinici temporali superiori ed inferiori. Inizialmente sono punti piccoli, multipli e sparpagliati, successivamente divengono estesi a formare macchie larghe e confluenti. Vengono evidenziati a volte anche fattori vascolari ostruttivi. Progredisce lentamente negli anni e se viene intaccata anche la macula si parla di maculopatia. La retinite diabetica proliferativa si sviluppa in circa il 10% dei pazienti con retinopatia diabetica. In questo caso nuovi vasi capillari tendono a formarsi nella retina, sulla sua superficie ed alla papilla. Questi nuovi vasi tendono a proliferare ed a sanguinare nel vitreo portando alla formazione di tessuto cicatriziale ed ad un distacco di retina da trazione.

DIPLOPIA
È la visione doppia. Quando i due occhi non guardano lo stesso stimolo ed il cervello utilizza comunque entrambe le immagini, il soggetto vede doppio. La causa può essere trovata nel disallineamento muscolare dei due occhi. Se la diplopia perdura, il cervello cercherà di difendersi eliminando un occhio dalla visione (soppressione).

DISTACCO DI RETINA
È la condizione in cui la retina si stacca dalla sua sede naturale ripiegandosi su se stessa, oppure si rompe in uno o più punti. È più comune in soggetti con alta miopia e negli anziani. A volte le rotture vengono causate da traumi. Le rotture causano il distacco della retina dalla coroide con conseguente perdita di nutrizione della retina e successiva cecità di quell'area retinica. I sintomi di rottura sono: vista di oggetti fluttuanti davanti agli occhi (ma se sono invariati per molti mesi sono privi di pericolo), corpi mobili apparsi all'improvviso, lampi di luce anche ad occhi chiusi, macchie scure periferiche, velo scuro che copre gran parte del campo visivo, ecc.

FORIA
Rappresenta il valore di divergenza o di convergenza (se misurata orizzontalmente) dei due occhi in condizioni dissociata (quando non è presente la fusione ed ogni occhio vede una mira separata dall'altro occhio). Se misurata verticalmente, rappresenta il valore di compensazione verticale che i due occhi fanno per mantenere la fusione. Lo stesso viene fatto in orizzontale.

FOTOFOBIA
Rappresenta un disagio alla luce che a volte arriva ad impedire una vita normale al soggetto che ne soffre. Solitamente dipende da una grossa sensibilità alla luce da parte dei recettori retinici, altre volte alla mancanza totale (albinismo) o parziale dell'epitelio pigmentato della retina, sia per cause ereditarie che per cause patologiche. La luce più fastidiosa è quella solare, anche se nei soggetti più sensibili, la luce interna è comunque molto fastidiosa. L'unico rimedio, a parte le cure farmacologiche per alcuni casi patologici, è l'uso di filtri da sole che proteggano soprattutto dalle radiazioni U.V. Tali filtri (lenti da sole), tagliano gli U.V. sotto i 400 nm. L'assorbimento dei filtri, alla luce bianca, deve essere compreso tra il 75% ed il 90%. Il colore deve essere selezionato da caso a caso, anche se la tinta grigia (colore neutro) può essere indicato in molti casi.

GLAUCOMA
È una patologia oculare in cui la pressione intra-oculare sale oltre i livelli consentiti (circa oltre 22 mm/Hg). La pressione che sale schiaccia le fibre nervose della retina. Le fibre nervose, se sottoposte ad un lungo periodo di pressione eccessiva, muoiono irreversibilmente. Il glaucoma, dunque, se non trattato può portare alla cecità dell'occhio colpito. Oggi, i controlli scrupolosi degli oculisti permettono di evitare quasi sempre le complicanze più pericolose, riconoscendo in tempo un probabile attacco glaucomatoso ed indicando al soggetto le tempestive cure oculistiche del caso. Ci sono due principali tipi di glaucoma: 1) Ad angolo aperto che si sviluppa insidiosamente e conduce a perdite di visus, senza o con pochi sintomi; 2) Ad angolo chiuso che si sviluppa improvvisamente portando a dolori acuti ed ad una improvvisa perdita di visus con congestione dell'occhio. Per tale congestione, si evidenzia spesso un occhio rosso unilaterale. Nei soggetti oltre i 40 anni è stata riscontrata una percentuale dell'1%-2% maggiore di possibilità di glaucoma ad angolo aperto. Esiste inoltre una tendenza familiare a tale patologia. Il trattamento è di pertinenza del medico Oculista che somministrerà i farmaci adatti allo scopo.

LASER AD ECCIMERI (PRK)
Rappresenta un vero e proprio bisturi guidato dal computer. Con esso vengono ablati, cioè eliminati, sottilissimi strati di tessuto (micron). Con questa tecnica si asportano sezioni concentriche di tessuto corneale e la quantità di tessuto da asportare è legata alla “quantità” di miopia da correggere. Modificando la curvatura corneale si modifica il potere dell'occhio. Viene eseguita in anestesia locale. È indicata a pazienti con miopia stabile da diversi anni e la correzione apportata è moderata. Lo svantaggio principale è dato da possibili comparse di haze (opacamenti) nella visione con conseguente riduzione nella acutezza visiva. Anche la iper o ipo-correzione è un rischio che si corre e sarà necessario un ulteriore intervento per correggere l'eventuale errore.

LENTI FILTRANTI
A seconda del tipo di materiale e di colorazione utilizzata, tali lenti possono assorbire quantità variabili di ultravioletti. Le migliori hanno un taglio a 400 nm. che significa che bloccano tutte le lunghezze d'onda al di sotto di tale valore (sotto la luce blu). I materiali che assorbono meglio gli UV sono nell'ordine: il policarbonato, la resina organica ed infine il cristallo. L'assorbimento della luce visibile è data dalla percentuele di scurimento della lente. Un filtro con assorbimento 70%, vuol dire che permette il passaggio di solo il 30% di luce. Esistono filtri selettivi in base alla loro colorazione. Tali filtri agiscono su una stretta gamma di lunghezze d'onda per usi specifici.

LENTI INTRAOCULARI (IOL)
Vengono inserite al posto del cristallino asportato durante un'operazione di cataratta. In tal modo l'occhio recupera subito l'acutezza visiva senza dover usare occhiali o lenti a contatto. Sarà necessario solo un occhiale per lettura in quanto la IOL permette un'acutezza visiva buona per lontano, ma non per vicino.

LENTI OFTALMICHE
Ne esistono moltissimi tipi, per soddisfare tutte le esigenze degli ametropi. In una semplice tabella elenchiamo i termini più usuali ed il loro significato: Tipo di Lente e Significato
  • Sferica: corregge solo miopia o ipermetropia 
  • Torica o Cilindrica: corregge l'astigmatismo 
  • Monofocale: focalizza solo un punto, lontano o vicino 
  • Multifocale o Progressiva: focalizza tutti i punti, da lontano a vicino 
  • Filtro: riduce la quantità di luce e di UV. 
I parametri fondamentali di ogni lente oftalmica sono:
- Indice di rifrazione (che indica il rallentamento della luce nel mezzo, più è alto e più la lente risulterà sottile a parità di potere).
- Numero di abbe (che indica la dispersione cromatica nel materiale, più è alto e minore sarà la dispersione e migliore la qualità della lente).-Trasmissione della luce visibile (la trasparenza del materiale, più è alto il valore e più trasparente è il materiale),- Trasmissione dei raggi UV (indica la capacità del materiale di bloccare i raggi UV, evitando che arrivino all'occhio, più è alta la lunghezza d'onda di taglio e migliore è il materiale utilizzato). Altre proprietà interessanti sono la resistenza alle aggressioni chimiche ed all'abrasione. Esistono molti materiali con cui vengono costruite le lenti oftalmiche e molti trattamenti da applicare loro per migliorarne la qualità. Li riassumiamo di seguito: Materiali Proprietà n Indicazioni Resina Organica- indice di rifrazione 1,49 Buona resistenza agli urti. Utilizzabile per ametropie fino a 3 diottrie Resina Organica - indice di rifrazione 1,57 Discreta resistenza agli urti. Utilizzabile per ametropie fino a 4 diottrie Resina Organica indice di rifrazione 1,60 Discreta resistenza agli urti. Utilizzabile per ametropie fino a 6 Diottrie Resina Organica indice di rifrazione 1,67 Discreta resistenza agli urti. Utilizzabile per ametropie fino a 8 -10 Diottrie. Resina Organica indice di rifrazione 1,7 Discreta resistenza agli urti. Utilizzabile per le ametropie piu’ elevate, garantisce il miglior risultato estetico (minor spessore) rispetto alle Resine organiche citate precedentemente. Policarbonato indice di rifrazione 1,58 Assoluta resistenza agli urti, utilizzabile quando il fattore di sicurezza (rottura lenti) assume priorità Oltre ai materiali plastici (resina organica) le lenti oftalmiche sono costruite in “ vetro”. Si tratta di cristalli i cui indici di rifrazione sono molteplici (1,5 - 1,6 - 1,7 - 1,8 , 1,9). Semplificando si può dire che a parità di indice di rifrazione lenti in plastica ed in cristallo avranno spessore molto simile a parità di potere diottrico. Le lenti in cristallo pur assicurando una qualità della visione molto buona, stanno progressivamente perdendo importanti fette di mercato, poiché hanno un peso quasi doppio rispetto all’equivalente lente in materiale plastico. Inoltre, sono molto più fragili e si rompono facilmente con una semplice caduta degli occhiali o possono causare ferite al volto in caso di incidente. Per contro le lenti in cristallo sopportano meglio i micro graffi sulla superficie.
Trattamenti Proprietà
- Antiriflesso: aumenta la trasmittanza della lente, riduce i riflessi - Antigraffio: migliora la resistenza ai graffi delle lenti in materiale plastico
- U.V.: elimina il passaggio di UV attraverso le lenti
- Antimbrattamento: facilita la pulizia delle lenti evitando che si sporchino

PRESBIOPIA
È la condizione in cui viene a trovarsi l'occhio quando non è più in grado di focalizzare a distanza ravvicinata. Ciò avviene normalmente dopo i 40 anni d'età ed è dovuta alla carenza di possibilità accomodativa a disposizione dell'occhio per far fronte alle distanze ravvicinate. L'ampiezza accomodativa necessaria a focalizzare un oggetto vicino è rappresentato dall'inverso della distanza in metri. Ad. es. un oggetto posto a 40 cm. dagli occhi dell'osservatore, costringe questi ultimi a fare uno sforzo di 2.50 Dt. (100/40). Per poter sostenere con comodità un simile sforzo, l'occhio deve avere almeno il doppio di tale capacità. Dunque può essere sostenuto uno sforzo a 40 Cm. quando si dispone di almeno 5.00 Dt. di ampiezza accomodativa. L'avanzare dell'età produce una riduzione nel potere accomodativo del'occhio e quando esso diviene inferiore a 4.00 Dt. (focale comoda a 50 cm.), pur allontanando l'oggetto, diviene difficile continuare il lavoro ravvicinato, specie se minuto o di precisione. La compensazione avviene sempre con un'addizione positiva che va calcolata tenendo conto dell'eventuale valore diottrico necessario per lontano (anche se per lontano il soggetto ne fa a meno).

STRABISMO
È la condizione di manifesta deviazione di uno dei due occhi dalla mira di fissazione. Lo strabismo può essere a carico di un occhio che è perennemente deviato oppure può essere alternante, dove i due occhi vengono usati alternativamente per fissare gli stimoli, ma mai insieme. L'angolo alfa è l'angolo di deviazione. Una deviazione verso l'esterno, è detta exotropia, se verso l'interno è detta esotropia. Se lo strabismo è verticale si avrà ipertropia o ipotropia di un occhio rispetto all'altro. Esistono altre tipologie più complesse che esulano da questa breve descrizione.

STRESS VISIVO
È la condizione di allarme in cui vengono a trovarsi gli occhi quando sostengono un lavoro eccessivo per la struttura considerata. Ciò accade soprattutto durante un lavoro a distanza ravvicinata, specie se troppo ravvicinata, se prolungata, se peggiorata da posizione del corpo errate (sul divano, sul letto, per terra, ecc.), se eseguita con luce scadente o ridotta, ecc. L'apparato visivo entra in sofferenza e lo stress è la molla che permette il superamento dell'ostacolo (stress positivo). Se però lo stress dura troppo (stress negativo), allora può subentrare l'adattamento ed il sistema visivo può abbandonare il lavoro, con sonseguente inefficienza, o continuare modificando le sue abilità.

TOPOGRAFIA CORNEALE
È un esame diagnostico della cornea utile a stabilirne l'esatta conformazione morfologica. Con una mappa a colori è possibile realizzare, in pratica, un "Calco Digitale" della cornea. Tale esame è utilissimo per l'applicazione professionale delle lenti a contatto corneali, per conservare le mappe e poterle confrontare in futuro ed evidenziare eventuali modifiche della cornea (molto utile nel caso di cheratocono), per affrontare la chirurgia corneale. Anche quasi tutti i mammiferi. L'infezione da toxoplasma è assai frequente, tanto che nella popolazione la positività sierologica è quasi la norma. Essa è generalmente asintomatica.


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